alby81
Registrato: Giugno 2004 Località: Cornate d Adda Contributi: 276
|
|
Venerdì 19 Ottobre , 2007 08:47
|
|
|
Leggere urgentemente qui!!!
|
|
marius
Registrato: Marzo 2007 Località: Monserrato (CA) Contributi: 1953
|
|
Venerdì 19 Ottobre , 2007 09:35
|
|
|
Spedite le e-mail!...comunque è una VERGOGNA...
|
|
giovanni1973
Registrato: Novembre 2006 Località: Alassio(savona) Contributi: 221
|
|
Venerdì 19 Ottobre , 2007 11:34
|
|
|
Si speditele...la demolizione di questi mezzi sarebbe veramente una VERGOGNA.......
|
|
ferrante
Registrato: Febbraio 2005 Località: firenze Contributi: 118
|
|
Venerdì 19 Ottobre , 2007 17:39
|
|
|
giàinviate....e anche a repubblica....bravo cancio a mettere l'avviso!!! avvertite più appassionatii possibile
|
|
ernesto
Registrato: Gennaio 2004 Località: Firenze Contributi: 2285
|
|
Sabato 20 Ottobre , 2007 10:56
|
|
|
Due domande per riflessione:
1. il treno è troppo lungo per essere conservato in un museo, concordate?
2. ammesso lo rimettano in sesto, quali treni speciali potrebbe fare? Già i treni d'agenzia (ultimo che ricordo Piacenza-Pozzuoli) non hanno avuto grande successo, con i prezzi che "impongono" per un treno storico quanta gente ci andrebbe?
|
|
ernesto
Registrato: Gennaio 2004 Località: Firenze Contributi: 2285
|
|
Sabato 20 Ottobre , 2007 11:00
|
|
|
Il 242 praticamente non ha più la parte elettrica, ceduta nel tempo alle Ale601 di Ancona, è pieno di sudiciume essendo diventato un albergo per senzatetto.
Il 401 a parte la storia "albergo", pari al 242, sembra meglio conservato.
Per entrambi i treni il ricovero museale pone lo stesso problema. Non abbiamo trovato un posto per il 7bello (da tempo immemore alla Magliola) perché 4 pezzi non sanno dove metterli, si troverebbero tre problemi uguali.
In definitiva, io sono con voi, contro la demolizione, ma alla luce di quanto scritto, per l'azienda è la soluzione più logica.
|
|
Cancio
Registrato: Aprile 2003 Località: Tortona (AL) Contributi: 1561
|
|
Sabato 20 Ottobre , 2007 11:51
|
|
|
Trovo le argomentazioni di Ernesto -ma questo non lo scopro oggi- molto valide e pertinenti.
Provo a rispondere, così, per il gusto di fare due chiacchere.
1. il treno è troppo lungo per essere conservato in un museo, concordate?
Magari anche fuori Italia...piuttosto che trovarmelo in dispensa pieno di tonno o sardine.
Certo, il discorso spazio vale qui e ovunque, ma magari non tutto è da perdere.
2. ammesso lo rimettano in sesto ...
Mercato straniero. Con un pizzico di volontà ed un tour operator capace, pensate che viaggerebbe vuoto ?
Ipotesi per ipotesi, mi sbilancio, tanto mi costa poco e niente.
Coincidenza con i principali treni in servizio internazionale, accoglienza a bordo, trasporto in loco - magari in occasione di particolari manifestazioni.
Perchè no, farlo diventare estensione dei treni di lusso in circolazione in Italia, per "antenne" specifiche.
Certo, bisognerebbe specializzare di più il MERS, creando un ufficio apposito di promozione e sviluppo con vocazione ancor più turistica piuttosto che meramente tecnica, o di accontentarsi del comunque prezioso appoggio degli appositi uffici delle varie DTR.
Se si riesce a promuovere a dovere e a rendere sempre più popolare il servizio, ripeto, non necessariamente solo in Italia, o meglio rivolto a clientela italiana, ritengo che il bacino di affluenza possa essere tale da ripagare l'investimento del mantenimento in esercizio, se non addirittura, ammesso che riescano a giocare bene le carte, a fare da volano all'intero indotto.
E' una scommessa...ma visto che in FS vogliono disfarsi dell'etichetta di servizio pubblico e "giocare" agli imprenditori, è questo che mi aspetterei da un'impresa aggressiva e stimolata alla ricerca di utili.
Volere è potere, certo che se non si vuole, tanto vale mandare tutto a donnacce.
2b. Io mi ricordo un Torino Roma a/r (2004?) e mi risultava abbastanza affollato,sempre che non ricordi male.
Tra l'altro mi mangio dalle mani alle spalle di non essere riuscito a fotografarlo, passatomi praticamente sotto il naso (maledetto quel regionale in ritardo piazzato in quinta e la cronica assenza di annunci sonori), ma questa è una nota a margine.
Questione amianto a parte, le 626 sono state lustri a marcire, ridotte ora a cumuli di ferraglia cotta e ricotta dalle intemperie, non vedo perchè ci debba essere tanto zelo per mezzi altrettanto interessanti, anzi, quasi "unici" vista la consistenza della flotta.
La questione dei costi di mantenimento può essere una risposta, ma non mi convince fino in fondo.
Possono valere le considerazioni sul 242, visto che comunque un " " simile " " è atto e attivo, ma perdersi da stolti uno dei treni più rappresentativi e famosi (se parli di Caimano, nessuno al di fuori della cerchia di appassionati sa cosa possa essere, a parte un animale, se dici Arlecchino o Settebello 8/10 non ti dicono solo una maschera o una carta (...o altro ).
Va bon...la mia l'ho detta, buon sabato a tutti
|
|
E636
Registrato: Luglio 2005 Località: Palazzolo sull\'Oglio (BS) Contributi: 141
|
|
Sabato 20 Ottobre , 2007 12:33
|
|
|
esempio in scala ridotta: guardate l'Aln668.1401 con i servizi per i turisti inglesi..."Il treno dei due laghi"
|
|
ferrante
Registrato: Febbraio 2005 Località: firenze Contributi: 118
|
|
Sabato 20 Ottobre , 2007 15:46
|
|
|
Caro ernesto il tuo intervento è sicuramente pertinente perchè "tecnico". Io dico che occorre conservare anche la memoria storico tecnologica del nostro paese e quindi conservare anche un pezzo di storia ferroviaria perchè tutto ciò è cultura. Ma so che la pensi come me...:)
|
|
ernesto
Registrato: Gennaio 2004 Località: Firenze Contributi: 2285
|
|
Domenica 21 Ottobre , 2007 06:50
|
|
|
Ripetendo il mio "speriamo che si faccia qualcosa per tenerli", rispondo a Walter e E636. Walter ricordi il VT, il "nasone"? Ristrutturato per servizi turistici, poi la società fallì per scarso interesse del pubblico e, alla fine, è tornato in Germania. Lo sbocco estero potrebbe rivelarsi vincente, almeno non lo perdiamo.
La 1401 è lunga meno di 20 metri, hanno conservato, in quell'orribile color evidenziatore, anche la 1430 e la usano spesso per il trenonatura a Siena. Il pezzo unico e quello composto sono troppo diversi e complessi per la nostra realtà storico ferroviaria, per conservarli e per riempirli.
|
|
|